..lettera ad un essere “sociale”.

Ciò che noi aneliamo non rasenta
se non la voglia di aiutare la gente e di farla sorridere ,
gioire ed esultare , per piccoli e piacevoli gesti dell’animo : “soffi di solidarietà”.
Tendere mani “verso altre mani “..che gridano aiuto e donare gioia , ove il dolore imperversa,sorrisi ove la cupezza s’esprime e luce ove la penombra prevale: ma da sole, assomigliamo ad oasi nel deserto nel quale “ ..ogni tanto, un assetato viandante sosta , deliziandosi.
Siamo amici della gente , appassionati dei dolori altrui ,
compiacenti della gioia che si riesce a donare ai poveri , ai derelitti ed ai deboli;
del sorriso che.. dalle labbra sprigionar si scorge, quando si compiono quei gesti semplici, quando si esalta quello spirito di amicizia e di vera solidarietà verso chi soffre sul serio , e verso chi , da solo, si considera fuori dalla società, fuori dal mondo, …in attesa solo di chiudere gli occhi”.

..lettera ad un essere “sociale”.ultima modifica: 2004-04-16T11:36:45+02:00da inaudito
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